Premessa e note metodologiche

Il presente lavoro è il risultato della raccolta di tutte le più importanti informazioni riguardanti il fenomeno turistico della provincia di Trento e viene aggiornato annualmente.

Costituiscono oggetto della pubblicazione i dati sulla consistenza delle strutture ricettive e sul movimento dei clienti che in esse si svolge. Il dato relativo agli esercizi alberghieri fa riferimento alla situazione al 31 dicembre di ogni anno; quello relativo agli esercizi complementari, agli alloggi privati ed alle seconde case considera tutte le strutture messe a disposizione nel corso dell’anno. Fonte del dato sono le varie anagrafi presenti in diversi enti pubblici: Servizio Turismo, Servizio Vigilanza e Promozione dell’attività agricola, Aziende di Promozione Turistica istituite nei singoli ambiti, Consorzi Pro Loco, Comuni, Servizio Statistica.

Il campo di osservazione è costituito dagli esercizi alberghieri classificati secondo il numero di stelle, le altre strutture, più eterogenee tra loro, sono raggruppate sotto la voce “esercizi complementari” e comprendono: campeggi, rifugi, agritur, affittacamere e CAV (Case e appartamenti per vacanze gestiti in forma imprenditoriale iscritti al REC), bed and breakfast, ostelli, case per ferie, foresterie, istituti religiosi, colonie e campeggi mobili. I dati relativi agli alloggi privati e alle seconde case vengono riportati a parte per permettere un confronto corretto tra le pubblicazioni della Provincia di Trento e quelle dell’Istituto Nazionale di Statistica.

Il territorio provinciale è suddiviso in aree geografiche, comprensori e ambiti; questi ultimi a loro volta contengono 15 ambiti turistici e 8 zone minori. Negli ambiti turistici operano le nuove Aziende per il turismo (che hanno assunto la forma di società per azioni, di cooperative o di consorzi) mentre le altre zone sono di competenza dei Consorzi turistici di associazioni Pro Loco (organismi senza scopo di lucro). In questo volume le informazioni relative ai Consorzi turistici sono descritte assieme ai comuni residuali nell’aggregato “Zone fuori ambito”.

Gli ambiti turistici definiti dalla legge provinciale 11 giugno 2002, n. 8 capo III art. 8 sono individuati con delibera n. 2929 del 22 novembre 2002 e successive modifiche e rappresentano la nuova geografia territoriale della promozione turistica del Trentino. Nel presente volume viene adottata tale nuova suddivisione territoriale ed a causa delle diverse aggregazioni di comuni, per alcuni ambiti turistici, non è più possibile il confronto in serie storica dei dati. Di seguito si riportano gli ambiti in cui sono intervenute le variazioni per effetto delle quali non è più possibile il confronto con i dati pubblicati nei precedenti volumi. Gli ambiti variati sono: 2. Dolomiti di Brenta - Altopiano della Paganella, Cavedago e Spormaggiore; 6. San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi; 14. Valle di Non; 15. Lagorai Valsugana Orientale e Tesino.

Il presente lavoro è suddiviso in sei capitoli: il primo tratta le serie storiche e, più dettagliatamente, la situazione al 31 dicembre della consistenza e delle caratteristiche degli esercizi turistici in provincia di Trento. Il secondo capitolo riguarda il movimento dei turisti, esploso nelle sue variabili più significative, mentre il terzo è incentrato tutto sui lavoratori del comparto turistico alberghiero. Il quarto ed il quinto capitolo sono dedicati rispettivamente agli impianti a fune ed alle precipitazioni nevose verificatesi nelle ultime stagioni invernali. Infine, a differenza dei primi cinque contenenti numeri assoluti, il sesto capitolo raccoglie indici e coefficienti, volti a rappresentare il maggior numero di rapporti tra le variabili del turismo.

Le fonti dei dati di flusso sono le seguenti: per gli alberghi e per le strutture complementari iscritte al REC è valido il modello ISTAT C/59 che viene compilato quotidianamente dagli esercenti; gli alloggi privati non iscritti al REC utilizzano le schedine predisposte dalle singole APT riportanti indicazioni utili sia ai fini statistici sia ai fini dell’imposta di soggiorno. Tale rilevazione non arriva mai ad essere universale ed è contraddistinta da percentuali di copertura campionaria che variano dal 30 al 90 per cento: ciò garantisce la significatività del dato anche a livello comunale. Il personale delle APT è inoltre sempre in grado di effettuare le operazioni di riporto.

La metodologia adottata negli ambiti di “Madonna di Campiglio - Pinzolo - Val Rendena” e delle “Valli di Sole, Peio e Rabbi” utilizza le informazioni messe a disposizione dalle agenzie immobiliari operanti nei propri territori. Stime soggettive vengono utilizzate dal solo ambito di “Trento” e da molti comuni delle zone fuori ambito; fanno eccezione i territori di competenza del Consorzio delle Pro Loco della Valle di Ledro e dei comuni di Canal San Bovo e di Tione di Trento, che raccolgono schedine ad hoc, raggiungendo ottimi livelli di copertura. Il dato di flusso delle seconde case viene stimato: per ottenerlo si moltiplica il numero dei posti letto, di fonte certa, per la media delle giornate di utilizzo mensili, ottenendo così le presenze; dividendo poi queste per la permanenza media si ottiene il numero degli arrivi. Le stime non sono costruite direttamente sui dati relativi ad arrivi e presenze, ma su “giornate di utilizzo” e “permanenza media”: due indicatori molto facili da valutare per chi opera sul territorio.

                        FORMULA: posti letto x giorni di utilizzo = presenze : permanenza media = arrivi

Il dato sulla nazionalità del proprietario permette di scomporre il totale di arrivi e presenze per provenienza.

I dati di flusso degli alloggi e delle seconde case vengono controllati attraverso indicatori indiretti, quali: pane, rifiuti, BOD (Biochemical Oxygen Demand), elettricità. Un’ulteriore precisione nella rilevazione viene fornita dal confronto con le tendenze fornite dai tour operator sia italiani che esteri.

Per quanto riguarda il turismo di tipo sociale (colonie e campeggi mobili) il Servizio Statistica raccoglie direttamente le autorizzazioni rilasciate dai sindaci e dal medico provinciale ed i relativi elenchi dei partecipanti.

Gli OSTELLI PER LA GIOVENTÙ sono strutture ricettive attrezzate per il soggiorno ed il pernottamento dei giovani.

I CAMPEGGI sono esercizi attrezzati, su aree recintate, per la sosta ed il soggiorno di turisti provvisti di tende e di altri mezzi autonomi di pernottamento.

Le COLONIE sono strutture predisposte per l’ospitalità di gruppi di ragazzi, gestite da enti od associazioni a fini assistenziali. Tali strutture, quando attrezzate con tende, sono dette CAMPEGGI MOBILI.

Gli ALLOGGI AGRITURISTICI sono locali, situati prevalentemente in fabbricati rurali facenti parte di aziende agricole, nei quali viene dato alloggio a turisti da imprenditori agricoli.

I RIFUGI ALPINI sono strutture idonee ad offrire ospitalità in zone montane di media ed alta quota.

Le FORESTERIE sono complessi ricettivi ubicati normalmente presso sedi di comunità ed associazioni, aventi il fine di concedere ai soci ospitalità occasionale, senza scopo di lucro.

Le CASE PER FERIE sono esercizi ricettivi attrezzati per ospitare temporaneamente persone o gruppi e gestiti, in via diretta o indiretta, senza fine di lucro; sono gestite da enti pubblici o religiosi che perseguono finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive.

Gli ALLOGGI GESTITI IN FORMA IMPRENDITORIALE sono stanze o appartamenti ammobiliati costituiti in impresa facenti parte del REC; appartengono a questa categoria anche gli AFFITTACAMERE che si differenziano dai precedenti per la fornitura di servizi centralizzati.

Si considera BED & BREAKFAST l’ospitalità turistica offerta con carattere saltuario da chi, avvalendosi della sola organizzazione familiare, fornisce servizio di alloggio e di prima colazione fino ad un massimo di tre camere della propria abitazione di residenza.

L’aggregato delle strutture fin qui illustrate costituisce l’insieme degli esercizi complementari che sommato alle strutture alberghiere esprime le potenzialità ricettive del nostro territorio e costituisce un dato omogeneo e confrontabile con il resto d’Italia.

Gli ALLOGGI PRIVATI sono camere od appartamenti dati in affitto temporaneo per scopo turistico.

Le SECONDE CASE sono alloggi di proprietà di non residenti adibiti esclusivamente alla vacanza del proprietario e dei suoi parenti o concessi ad amici senza corresponsione di denaro.

La somma degli esercizi ricettivi, alloggi privati e seconde case costituisce il totale della struttura ricettiva, quindi tutto quanto è messo a disposizione per il pernottamento del turista.

Per quanto riguarda il movimento costituiscono oggetto della rilevazione: gli ARRIVI dei clienti, intendendo per arrivo ogni volta che un cliente prende alloggio nell’esercizio (il turista che nel corso del viaggio fa più tappe in diverse strutture dà luogo a più arrivi);

le PRESENZE, cioè il numero di notti trascorse consecutivamente dal cliente nella stessa struttura ricettiva;

la PROVENIENZA, espressa dalla regione italiana o dalla nazione straniera in cui il cliente risiede; quest’ultima indicazione è disponibile sia per il comparto alberghiero sia per quello extralberghiero.

La disaggregazione territoriale massima è il territorio comunale, in quanto ambiti turistici e comprensori sono risultanti da aggregazioni di comuni. Unica eccezione è costituita dal comune di Ragoli, il cui territorio rientra parte all’interno e parte all’esterno dell’ambito turistico. Sotto l’indicazione “Comuni non disponibili” rientrano quei comuni che avendo meno di tre esercizi alberghieri risultano coperti dal segreto statistico e pertanto i relativi dati di flusso devono essere diffusi in forma aggregata; analogamente se nel comune vi sono meno di tre strutture in totale il dato viene sostituito da un asterisco.

La stagionalità quando si riferisce all’inverno comprende i mesi dal dicembre dell’anno precedente all’aprile dell’anno in corso, quando si riferisce all’estate considera i mesi da giugno a settembre.

Un capitolo a parte è dedicato agli indicatori statistici che, a differenza dei valori assoluti, sono rapporti tra quantità.

La PERMANENZA MEDIA è ottenuta dividendo le presenze di un certo aggregato di turisti (per ambito, per categoria, ecc.) per gli arrivi; essa rappresenta quindi il numero medio di giornate che gli individui di quell’aggregato hanno trascorso in una data struttura.

Il GRADO DI UTILIZZO di una struttura, qui espresso in valori percentuali, è il rapporto tra i risultati, in termini di presenze, effettivamente conseguiti da quella struttura in un determinato periodo e le sue potenzialità massime teoriche che si ottengono moltiplicando i letti per i giorni del periodo considerato (anno, mese).

Si può anche dire che questa misura rappresenta la probabilità che ha il generico letto di una struttura di essere occupato da un cliente durante il periodo considerato. Il massimo teorico è ottenibile in vari modi: si può infatti moltiplicare il numero dei letti per i giorni del periodo (utilizzo lordo), metodo adottato in questa pubblicazione, ma si potrebbe anche moltiplicare gli stessi per il numero di giornate di apertura dichiarate dal conduttore dell’esercizio (utilizzo netto).

L’INDICE DI PREFERENZA è stato approntato per poter analizzare la distribuzione delle presenze in un aggregato (categoria alberghiera, ambito, ecc.) per provenienza, eliminando cioè sia l’influenza della diversa numerosità dei turisti per regione o stato estero, sia la differente potenzialità ricettiva della struttura. Questi fattori rendono infatti il dato assoluto di non sempre chiara interpretazione. In media l’indice vale 1; valori superiori dello stesso riflettono il fatto che la regione o la nazione analizzata è presente in quell’aggregato relativamente alla sua generica propensione a venire in Trentino in maniera più che proporzionale.

Si faccia attenzione al fatto che l’indicizzazione avviene separatamente per gli italiani e per gli stranieri; è infine opportuno far notare che questo quoziente non dà risultati significativi in corrispondenza di bassa numerosità del fenomeno: per questo motivo non si troveranno nella pubblicazione quelle nazioni di provenienza dei turisti con meno di 4.000 presenze annue in provincia di Trento, né gli aggregati residuali (Altri Stati europei o Altri Stati extraeuropei) perché troppo eterogenei.

Il TASSO DI RICETTIVITA’ è ottenuto dividendo il numero dei letti negli esercizi ricettivi (escluse le seconde case) per gli abitanti della stessa area. Esso rappresenta la potenzialità turistica di un’area relativamente alle altre risorse economiche.

Il TASSO DI TURISTICITA’ è ottenuto dividendo il numero medio di turisti negli esercizi ricettivi (escluse le seconde case) per gli abitanti della stessa area. Esso rappresenta quindi l’effettivo peso del turismo rispetto alle dimensioni della zona.

L’INDICE DI MASSIMA ANTROPIZZAZIONE è dato dal rapporto fra le presenze turistiche del giorno di massimo afflusso e la popolazione residente. Esso dà un’idea dello “sforzo” sopportato da un’area e dalle sue strutture nei giorni di massima attività turistica; può servire, ad esempio, per poter dimensionare alcuni servizi pubblici, per valutazioni di impatto ambientale, ecc.

L’INDICE DI QUALITA’ DELLE PRESENZE non è altro che la media, in termini di stelle, dei pernottamenti effettuati dai turisti di una certa regione italiana o di uno stato estero. La valutazione che si ottiene è quindi limitata ai turisti reali di un anno e non va estesa a tutto il target potenziale di una regione o di uno stato estero.

I dati dell’OCCUPAZIONE contemplano la sola struttura alberghiera e risultano da un’indagine annuale ed universale condotta dal Servizio Statistica a partire dall’anno 1988 ed avente come oggetto di rilevazione l’occupazione mensile, suddivisa in titolari attivi, familiari e lavoratori dipendenti. Esclusivamente per l’anno 2003 le informazioni fanno riferimento all’elaborazione di informazioni presenti su archivi amministrativi. I singoli valori sono mediati, per cui non sempre si realizza la somma degli stessi.

I dati relativi agli IMPIANTI A FUNE fanno riferimento agli impianti esistenti. L’impianto è attribuito al territorio comunale in cui ha sede la partenza dello stesso.

Il dato delle persone trasportate fa riferimento ai soli impianti funzionanti. Nel caso in cui su un territorio (comune, comprensorio, ambito) abbia funzionato nell’anno un solo impianto, i dati relativi alle persone trasportate sono sostituiti da un asterisco, al fine di tutelare il segreto statistico.

La PORTATA ORARIA è il numero massimo di persone che possono essere trasportate in un’ora.

I dati relativi alle PRECIPITAZIONI NEVOSE sono frutto delle informazioni raccolte dall’Ufficio Neve e Valanghe della Provincia di Trento in 34 stazioni di rilevamento nivometereologico; di queste, 5 (dislocate al Passo del Tonale, Paneveggio, le Forche di Passo Brocon, Tremalzo e Pinzolo) sono dotate di sistema di rilevamento automatizzato, le altre sono a rilevamento manuale o misto. Le rilevazioni del manto nevoso e le relative osservazioni iniziano generalmente verso fine novembre e terminano i primi giorni di maggio. Nelle stazioni manuali, e in alcuni periodi, sussiste qualche problema di discontinuità nei rilievi, determinato soprattutto dalla indisponibilità del personale addetto o dalla difficoltà di raggiungimento della stazione da parte dello stesso. Il valore della NEVE AL SUOLO, espresso in centimetri, è un valore medio mensile; quello della NEVE FRESCA è la sommatoria dell’altezza del manto nevoso misurato nel corso del mese.



Avvertenze

Segni convenzionali:

Linea (-):      a) quando il dato non esiste
                    b) quando il dato viene rilevato, ma i casi non si sono verificati.

Asterisco (*): quando il dato non può essere pubblicato per rispetto del segreto statistico.

A (a): vengono contrassegnati con (a) i movimenti delle nazioni che prima dell’anno 2002 rientravano nell’aggregato “Altri Paesi”.

Note: dove necessiti spiegazione, esiste nota in calce alla pagina.

Arrotondamenti: per effetto degli arrotondamenti i dati delle tavole possono non coincidere tra loro per qualche unità in più o in meno e talvolta non è possibile realizzare la quadratura verticale o orizzontale nell’ambito della stessa tavola.

Dati rettificati: i dati contenuti in precedenti pubblicazioni che non concordano con quelli del presente volume si intendono rettificati.


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